Negli ultimi tempi, il modo in cui viviamo il calcio in televisione ha subito notevoli cambiamenti. Un interessante esempio di questa trasformazione è venuto da un’esperienza offerta da un canale della Svizzera italiana, dove si è assistito a una telecronaca di una partita dei Mondiali 2026. Questo approccio ha riportato alla mente come le telecronache di calcio dovrebbero essere: momenti di pura visione, in cui il telecronista opera da solo, limitando il parlato al minimo e dando priorità alle immagini. Questa esperienza si contrappone nettamente a quanto spesso accade in Italia, dove la narrazione è diventata eccessivamente verbosa, rischiando di distrarre dal vero spettacolo del gioco.
La telecronaca, mal interpretata in molte occasioni, è diventata un “esercizio di logorrea”, caratterizzato da un’affollamento di parole che spesso soffocano l’azione. In questo scenario, è emersa una nuova figura di commentatori, i manovali della parola, i quali, con un atteggiamento eccessivamente serio, trasformano il calcio in una questione quasi scientifica. In questo modo, si cerca di conferire al gioco un alone di mistero, facendo sentire il pubblico fuori dal giro, come se dovesse decodificare un linguaggio segreto.
Il problema della telecronaca moderna
Il panorama attuale del calcio in TV è afflitto da commentatori che, anziché accompagnare il telespettatore, sembrano sovrastarlo, inducendo una sensazione di frustrazione durante la visione della partita. Questi nuovi commentatori non solo parlano più del telecronista, ma rischiano di deviare l’attenzione dall’azione, costringendo il pubblico a interrogarsi su ciò che non è riuscito a vedere. In sostanza, ‘l’operazione più anti-televisiva‘ è in atto: il vero spettacolo diventa un’illusione, e la telecronaca si trasforma in una sorta di Matrix, dove quello che conta non è tanto la partita in sé ma le digressioni verbali.
Riflessioni sulla narrazione del calcio
Nonostante ci siano voci che riescono a mantenere il giusto equilibrio e a rendere il commento un arricchimento dell’esperienza visiva, il panorama rimane deludente per molti versi. Questo ha creato un’interessante tendenza verso alternative di fruizione, come quella di assistere alle partite attraverso i canali della Svizzera. Inoltre, l’idea di ascoltare la partita con sottofondi musicali o semplicemente in silenzio si sta diffondendo, suggerendo che ci sono approcci potenzialmente altrettanto validi e meno stancanti rispetto alla telecronaca tradizionale.
La riflessione finale è sulla necessità di riappropriarsi dell’essenza del calcio in televisione. Se, da un lato, l’abuso di supercazzole potrebbe trasformare una partita di calcio in un’esperienza inquietante, dall’altro è fondamentale ricordare che la telecronaca dovrebbe servire a esaltare lo spettacolo, non a sovrastarlo.
Fonti e metodologia
Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione di Smash News attraverso una rielaborazione giornalistica di informazioni provenienti da fonti pubblicamente disponibili.

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