L’ultimo giorno di scuola non rappresenta sempre una celebrazione per tutti gli studenti. È quanto evidenzia Paola Pasqualin, Dirigente scolastica dell’IC Trento 5, in un recente articolo pubblicato sul sito di Tuttoscuola. In alcune situazioni, questo giorno può essere motivo di tristezza, specialmente per quegli studenti che hanno trascorso lunghi periodi in assenza, a volte da inizio anno, per varie ragioni. Pasqualin sottolinea il caso di chi si è trovato “chiuso nella sua cameretta o in giro per le strade di Trento, o a casa ad accudire i fratelli più piccoli“ oppure semplicemente abbandonato a se stesso, senza che nessuno si preoccupi di riportarlo a scuola. Questi problemi non sembrano limitati a Trento, ma sono una realtà diffusa in tutta Italia.
Questi giovani utenti della scuola restano, nonostante l’impegno di molti docenti, una vera e propria incognita sociale. Gli sforzi per scoprire e valorizzare le loro potenzialità spesso si rivelano infruttuosi, generando sconforto tra gli insegnanti che tentano invano di aiutarli. “Che triste pensare di rivolgersi ai grandi dello Stato per poter cercare soluzioni a problemi per i quali esistono servizi e istituzioni che non riescono a fare la differenza“, esprime Pasqualin, richiamando alla mente l’immagine malinconica di una Venezia descritta da Charles Aznavour.
I servizi che non bastano
Pasqualin si chiede se valga la pena di continuare a investire nelle attuali strutture di supporto o se sia meglio un approccio di risparmio. Le risorse spese sembrano non portare risultati per alcuni di questi studenti. Tuttavia, sottolinea l’importanza di continuare a investire in spesa sociale, poiché tali investimenti mirano a eliminare le cause e le conseguenze di fenomeni come la dispersione e l’abbandono scolastico, apportando benefici a lungo termine. “Ogni ragazzo sparito da scuola che si ritroverà in difficoltà avrà bisogno di spazi di accoglienza che non siano certo riconducibili alla legalità“, afferma con preoccupazione.
Il futuro della formazione
La volontà di perseverare è evidente: “Noi continueremo a provarci con la certezza che qualcuno ci proverà con noi“, conclude Pasqualin. La sua dedizione trova sicuramente riscontro nel messaggio di Tuttoscuola, il quale afferma che “Più istruzione è la soluzione“. Tale approccio rappresenta non solo un impegno morale, ma anche una necessità strategica per il futuro di questi giovani e per la società nel suo complesso.
Fonti e metodologia
Questo articolo è stato realizzato dalla Redazione di Smash News attraverso una rielaborazione giornalistica di informazioni provenienti da fonti pubblicamente disponibili.

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