18 Maggio 2026
Italy
Education

L’IA conquista gli studenti, ma c’è timore per la privacy e il troppo tempo online

Una indagine sull’uso dell’IA generativa tra i giovani e sull’impatto che questa tecnologia sta avendo sulle nuove generazioni. La ricerca è stata condotta da Generazioni Connesse (il Safer Internet Centre Italiano, coordinato dal ministero dell’Istruzione e del Merito) e curata da Skuola.net, Università degli Studi di Firenze e Sapienza Università di Roma (CIRMPA). La ricerca ha coinvolto 1.813 alunni delle scuole secondarie di primo e secondo grado. Tra gli studenti delle “superiori”, l’84% ha avuto già modo di fare esperienza con le IA generative per creare contenuti di vario genere, anche in ambito didattico. Un dato in aumento del 50% rispetto a soli dodici mesi fa, a certificare la velocità con cui si sta affermando questa tecnologia, affermano da Generazioni connesse. Ma se il 97% ha sentito parlare di IA, solamente poco più del 35% è in grado di spiegare come funzionano gli algoritmi di apprendimento automatico (machine learning) e ancora meno (il 28%) cosa siano le reti neurali – il cosiddetto deep learning, che va a imitare le tecniche di elaborazione delle informazioni tipiche del cervello umano – ovvero il cuore e la mente delle moderne intelligenze artificiali. 

Gli adolescenti usano l’IA generativa nel privato soprattutto per creare testi e scrivere contenuti (75%). Un altro uso è quello legato alle traduzioni in altre lingue e alla creazione di video e immagini, anche se solo il 7% la sfrutta per produrre contenuti multimediali. In ambito didattico, invece, l’IA generativa è utile per cercare informazioni utili alle verifiche scolastiche (62%), per la produzione di testi (48%), per la correzione o la traduzione. Circa un terzo (33%) la usa per personalizzare tecniche di studio, il 30% per risolvere problemi di matematica. Ma solo il 18% degli intervistati, ammette di aver ricevuto dal proprio istituto indicazioni chiare sull’utilizzo di questa tecnologia in ambito scolastico.

Il 36% degli intervistati dichiara di trascorrere più di cinque ore davanti ad uno schermo, mentre il 44% ne passa tre. Cresce, però, tra i ragazzi la voglia di ridurre il tempo trascorso online: uno su due vorrebbe essere maggiormente formato su questo aspetto e conoscere come proteggere meglio i propri dati personali. Il problema della privacy, infatti, interessa il 35% degli studenti, ma solo il 22% è consapevole di quali dati stia condividendo quando usa una app.

Nel frattempo, le scuole accelerano con i percorsi di educazione e formazione sui temi dell’alfabetizzazione digitale. La conferma arriva proprio dai ragazzi. Il 71% degli studenti intervistati conferma di aver ricevuto una qualche formazione sull’uso corretto e consapevole degli strumenti digitali.

Domani si celebra in oltre 100 nazioni di tutto il mondo il Safer Internet Day 2025, la giornata mondiale per la sicurezza in Rete, istituita e promossa dalla Commissione Europea. Per la scuola italiana l’appuntamento è al Teatro “Ambra Jovinelli” di Roma, dalle ore 10:00 alle 12:30, alla presenza di oltre 500 studenti. Tra i temi al centro di questa edizione c’è proprio l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale tra gli studenti delle scuole secondarie.

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Giuseppe Lanese è un giornalista professionista, docente e autore, da anni impegnato nella comunicazione istituzionale, nella media education e nella promozione di una cultura digitale inclusiva. Dirige Datamagazine.it dal 2023. È consigliere nazionale di PA Social, coordinatore del Tavolo nazionale scuola e membro dell’Osservatorio Nazionale sulla Comunicazione Digitale. È autore del “Manuale di digital journalism per la scuola e il mondo dell’istruzione” (2024), di “Bullismo e Cyberbullismo, conoscere – informare – formare” (2019) e di “Non è mai troppo tardi. ABC della scuola buona che comunica” (2016).

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