Arbre magique che ballano come cheerleader, due di picche che abbracciano regine di cuori, ma soprattutto, come a una partita di basket americano, la kiss cam che su «Come mai» inquadra tante coppie che si baciano, alcune ignare di essere riprese, completamente assorte nella musica, altre pronte ad abbracciarsi a favore di camera: il pubblico, per l’intero brano, è in visibilio.
Quando si entra al concerto di Max Pezzali, vige solo una regola: lasciare fuori ogni snobismo. Portare dentro invece la voglia di divertirsi – «di stare bene tra noi», si direbbe in «Sei un mito» -, la voce necessaria a sgolarsi su ogni canzone, l’ironia per applaudire ogni trovata kitsch, dalla radio-pupazzo che compare negli intermezzi, con la voce di Linus, fino al toro meccanico che si staglia nella scenografia Far West, una delle tante ambientazioni della serata.
La nostalgia degli anni 90 e degli 883, acuita lo scorso autunno dalla serie «Hanno ucciso l’uomo ragno» si manifesta in tutto il suo mondo variopinto e in tutti i suoi status symbol in «Max Forever – Questo Forum non è un albergo», titolo del tour che sta facendo tappa a Milano per una mini-residency di ben 11 date, esauritissime, fino al 10 gennaio, per poi spostarsi a Roma, in attesa, il 12 luglio, del maxi evento all’Autodromo di Imola.
Pezzali, anti-divo dalle camicie coloratissime e improbabili, non ha bisogno di fare assolutamente nulla. Basta la sua presenza e la folla è felice: per due ore e mezza l’intero Forum intona tutte le canzoni in scaletta che partono con «S’inkazza» e terminano con «Con un deca», quasi 30 brani, alcuni accorpati in medley e altri in acustico sul palco più piccolo che è collocato dalla parte opposta del parterre.
L’entusiasmo è tale che passa quasi in secondo piano come Max, 57 anni, invece canti, dall’inizio alla fine, senza saltare una nota, e come la sua band suoni alla grande, passando da una prima parte dominata dalle chitarre rock a parentesi più dance e altre più intime.
Pochi i momenti parlati, tutti volti a ringraziare «lo squadrone» che ha di fronte per avergli regalato questa seconda vita, facendolo tornare alla ribalta ben prima che uscisse la serie con un repertorio che è un inesauribile karaoke: «Non avrei mai pensato di arrivare alla mia età e avere la fortuna di vivere degli anni ancora più belli di quelli di un tempo. Ma ho la fortuna di avere un pubblico straordinario, questa è la mia unica fortuna».
Fonte: www.corriere.it

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